La donna nelle pasticcerie napoletane

Madre e moglie, perno principale intorno al quale ruota la famiglia, protettrice e custode del focolaio domestico, indispensabile “mediatrice” degli equilibri delicati tra i componenti della casa, rifugio certo e sicuro per i figli, piccoli e grandi, con i suoi abbracci, i suoi baci, le sue cure e attenzioni.

E’ questa l’icona tradizionale della donna, sì veritiera ma ingenerosamente dimentica dell’altrettanto fondamentale ruolo che ella ha all’interno delle imprese, in particolare, quelle a forte tradizione familiare, di cui la donna è sempre stata il vero cardine per le doti, tipicamente femminili, del conciliare affari e relazioni, del perseguire fini economici con umanità.

Ciò viene particolarmente in evidenza nel mondo delle pasticcerie, ottimo esempio delle attività organizzate su base familiare, come capolavori teatrali e cinematografici italiani hanno consacrato. Indimenticabile Titina De Filippo, nel ruolo di Filumena Marturano, quando, dopo aver riassettato casa, provveduto alle tradizioni del quartiere, portando fiori alla Madonna ed al suo benessere, con la regalia alla giovane mamma, si reca nella pasticceria Soriano, di cui è titolare il suo infedele compagno di una vita, don Domenico Soriano, per controllarne l’andamento.

Al capo pasticciere dice di non sapere fare i dolci ma di saperli mangiare (con ciò invitandolo a farli sempre buoni secondo la sua capacità d’assaggio); rimprovera, poi, il ragioniere per i conti che non tornano. Anche in Matrimonio all’italiana, indimenticabile e più moderna trasposizione della commedia eduardiana su pellicola, mentre Domenico Soriano (Mastroianni) si dedica alla bella vita (Mastroianni), poco curandosi della sua attività di impresa, è Filumena (la Loren) a portare avanti la pasticceria, occupandosi di tutto, anche di scaricare i dolci, utilizzando il furgoncino per il loro trasporto come proprio mezzo di locomozione.

Filumena è la migliore rappresentazione della forza, della poliedricità e della tenacia delle donne che lavorano alacremente nelle pasticcerie di famiglia. Oggi le giovani imprenditrici del settore amano definirsi pastrychef, a volte eccedono un po’ nel look, ma la sostanza e i principi restano gli stessi: la donna ha sempre un ruolo centrale all’interno della pasticceria made in Naples.