Dalla colomba Cocozza ad oggi: evoluzione della pasticceria

Le pasticcerie hanno avuto un ruolo sempre di maggior spicco a partire dagli anni successivi al secondo conflitto mondiale, divenendo protagoniste del costume italiano e, inevitabilmente, di immortali lavori cinematografici. In “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi” si delinea uno spaccato dell’Italia del dopoguerra attraverso la tormentata organizzazione del matrimonio dei figli dei rispettivi interpreti. Da un lato il cavalier Cocozza (Totò) della premiata pasticceria omonima, dall’altro il ragionier D’Amore (Fabrizi) impiegato ministeriale. La borghesia spregiudicata e in ascesa fronteggia, un po’ spocchiosa, la più modesta ma seria e austera, classe impiegatizia, in un crescendo di sfide morali e comportamentali, paradossi ed equivoci. Il cavaliere e il ragioniere contendono aspramente su chi debba sostenere gli oneri necessari per le nozze dei due innamorati: la tenzone eleva a veri protagonisti dolci e dolcini!

Pensiamo al primo dialogo tra i protagonisti, con il cavalier Cocozza che non perde un’occasione per rimarcare il buffet di dolci della premiata pasticceria omonima. Come, poi, dimenticare quel classico italico inciucio che prende forma all’interno del laboratorio di pasticceria: il cavaliere baratta le proprie scuse con l’impegno del ragioniere a mettere una “buona parola” per la fornitura delle famose colombe Cocozza al Ministero, concludendo con l’esilarante slogan promozionale “tremila impiegati, tremila cocozze” scatenando ancor l’ira dell’integerrimo ragioniere. La querelle, apparentemente composta, volgerà nel peggiore dei modi con il capo ufficio del D’Amore che convoca i due responsabili dell’indisposizione che ha colpito tutti e 3000 impiegati dopo avere mangiato la Cocozza.

I tempi sono cambiati e i Cavalieri Cocozza, titolari di pasticceria, con tanto di maestranze al seguito, sono un romantico retaggio del passato. Oggi i maitre pasticcieri sono, per lo più, essi stessi titolari d’impresa, artistici imprenditori di se stessi, figure da media e socials, sperimentatori di nuove ricette e delizie, tra tradizione e innovazione.

Piace, però, pensare che tra la pasticceria vecchia maniera, quella di Totò e Fabrizi e quella in chiave moderna, quella dei pasticcieri-imprenditori, vi sia un comun denominatore: costituire, ieri come oggi, un luogo dove si svolge la vita di tutti i giorni, tra regali per battesimi, comunioni, matrimoni e … Cocozze, pardon, Colombe Pasquali.