Movida e archeologia: le mura di Napoli a Piazza Bellini

Immerse nella movida notturna, tra baretti e caffè letterari, le mura greche di Napoli si innalzano dal sottosuolo di Piazza Bellini.

Il vecchio e il nuovo che si fondono, i reperti archeologici della porta accanto.

Si tratta di quelle antiche strutture difensive che hanno protetto per secoli la città ed i suoi abitanti e che hanno cominciato ad essere demolite soltanto in epoca borbonica poiché, dal Medioevo alla prima metà del XX secolo, quello partenopeo è stato il centro più popoloso di tutta la penisola.

 

Una torre che non c’è più

Le antiche mura greche di Piazza Bellini hanno un’origine che si perde nel tempo, tra il IV e il V secolo a.C. (gli esperti non sono ancora concordi nel datarle con precisione), eppure sono state scoperte soltanto recentemente: era il 1954 e tutto è accaduto durante l’installazione di una cabina elettrica.

E c’è di più.

Quelle antiche strutture, infatti, secondo molti studiosi erano collegate ad una torre annessa alla porta che si apriva, si pensa, sul Decumano maggiore: questo perché all’estremità meridionale vi è una ripiegatura verso Nord-Ovest che ha fatto pensare a questa ipotesi.

Inoltre, nonostante oggi appaiano sotto il livello del piano di calpestio stradale di circa 3 metri e protette da una ringhiera, in realtà è chiaro che, un tempo, fossero sopraelevate rispetto al piano stradale, anticamente circa 10 metri più in basso rispetto all’attuale: questo tratto di mura correva lungo il ciglio di una collina che ora è completamente spianata, alla sommità di un vallone (Via Costantinopoli – Via San Sebastiano) che oggi è del tutto colmato. La città di Napoli moderna, infatti, è il risultato di una stratificazione partita in epoca greca e continuata, poi, in epoca romana.

La Neapolis antica che è riuscita ad arrivare, attraverso reperti come questi, ai giorni nostri si ispirava all’urbanistica ateniese: tre grandi strade parallele longitudinali (definite plateiai in greco e decumani in latino) intersecate perpendicolarmente da altre strade più piccole e con intorno delle spesse mura difensive, realizzate con una doppia cortina di blocchi di tufo, che si articolavano attraverso colline e valloni e ospitavano diverse porte.

A proposito, sapete quante erano le antiche porte di Napoli? Ben 9! Oggi possiamo ammirare soltanto Port’Alba, Porta Capuana, Porta Nolana e Porta San Gennaro.

 

Il tracciato

Il tracciato delle antiche mura napoletane, oggi, viene diviso dagli studiosi in due categorie: certo ed incerto.

Sebbene la parte conservata a Piazza Bellini sia ben visibile ed eplorabile, in effetti, la sua struttura porta con sé ancora molte domande sull’orientamento al di là di quello che è oggi visibile: ad esempio, è piuttosto dibattuto il tratto che porterebbe da lì a Piazza San Domenico poiché le due piazze non sono allineate; l’ipotesi è che i cortili interni di San Domenico, posti obliquamente, siano un “suggerimento” dell’andamento delle mura.

 

Insomma, Napoli è la regina dei chiaroscuri, delle leggende svelate e dei misteri insondabili: chissà quante cose ha ancora da raccontarci!